Roma ha una delle popolazioni di piccioni urbani più alte d'Europa. La presenza capillare di questi uccelli in ogni quartiere della città — dal centro storico alle periferie — si traduce in un problema di guano su balconi, terrazzi, davanzali, cornicioni e superfici esterne che riguarda letteralmente centinaia di migliaia di abitazioni.
Il problema non è solo la quantità: è la velocità di accumulo. Un balcone con una presenza regolare di piccioni può accumulare strati di guano significativi nel giro di poche settimane. Il guano fresco è relativamente facile da rimuovere. Il guano secco e stratificato — quello che si accumula per mesi o anni — è una situazione completamente diversa: aderisce alle superfici, penetra nelle porosità dei materiali, corrode il cemento e il ferro delle ringhiere e richiede un intervento specializzato per essere rimosso senza danneggiare il supporto.
A Roma la questione piccioni è aggravata dalla conformazione urbanistica: i palazzi storici del centro, con le loro cornici, logge e superfici irregolari, offrono siti di nidificazione ideali. Un balcone al secondo piano può essere il luogo di sosta e nidificazione di decine di piccioni ogni giorno — con le conseguenze igieniche che ne derivano.